Conferenza stampa: Emergenza mezzi di soccorso ed autista soccorritore

TRAUMATOLOGIA DELLA STRADA – UNA STRAGE DA FERMARE
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Addio al collega dott. Paolo Galimberti AREU
6 Luglio 2019

Oggi 10 Luglio 2019, presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 – la Federconsumatori, la   Società Italiana Sistema 118, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri con l’intervento di Dott. Filippo Anelli, Presidente Fnomceo – Dott. Mario Balzanelli, Presidente SIS 118 – Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori – Avv. Carlo Spirito, Dipartimento Salute Federconsumatori, Presenti  i Sindacati Medici e CGIL CISL UIL

IL COMUNICATO STAMPA ANSA SULL'INCONTRO
 
Serve una revisione urgente del modello di applicazione del numero unico di emergenza europeo 112, che non può essere un 'dogma', una 'religione fondamentalista', consentendo ai cittadini di      chiamare anche direttamente il 118.
    Un'operazione che può salvare la vita, in caso soprattutto di patologie cosiddette 'tempo-dipendenti', nelle quali intervenire tempestivamente può anche limitare i danni, come un infarto o un ictus. Questo l'appello che arriva dal presidente del Sis 118 Mario Balzanelli in occasione di un incontro oggi a Roma con Fedeconsumatori e Fnomceo, la Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Dall'incontro emerge che, considerando la Lombardia, nella maggior parte delle chiamate trascorre oltre un minuto dalla telefonata al 112 al trasferimento alla centrale operativa del 118. Possono trascorrerne anche di più, una tempistica che in caso ad esempio di un arresto cardiaco fa perdere il 10% delle chance di recupero del paziente. Vi è inoltre la richiesta che nei mezzi di soccorso avanzato vi siano sia un medico che un infermiere, oltre che l'autista soccorritore. "Bisogna essere sicuri che arrivi la migliore squadra possibile - spiega Roberto Monaco, segretario della Fnomceo - in un mezzo di soccorso avanzato non deve esserci solo un medico e neppure solo un infermiere. Nelle Regioni vi è la più variegata organizzazione: abbiamo proposto un tavolo per affrontare il problema delle procedure, ad esempio per infarto o ictus, perché siano simili in Sicilia come a Bolzano". Anche per Balzanelli "servono standard unici di risposta" e un altro tema è che "si sta verificando oltre che una demedicalizzazione, anche una deinfermierizzazione che comincia a diventare una piaga, si sta disegnando un buco negli organici dedicato, che prevale negli assetti di sistema nelle regioni del Nord". Balzanelli chiede una "riforma legislativa urgente del sistema 118". "Sollecitiamo un incontro al ministro della Salute Giulia Grillo e alla conferenza Stato-Regioni - conclude il presidente di Federconsumatori Emilio Viafora - pretendiamo di essere ascoltati e avere voce in capitolo. (ANSA).

COMUNICATO DOTT. BALZANELLI SULL'AUTISTA SOCCORRITORE 13/07/2019

L'autista-soccorritore ha un ruolo di determinante importanza nell'assicurare al cittadino utente il soccorso effettuato dal Sistema di Emergenza Territoriale 118.
L'autista-soccorritore è, dal punto di vista giuridico, un incaricato di pubblico      servizio. Vi è quindi la necessità storica, ormai non più rinviabile, del varo istituzionale del profilo professionale dell'autista-soccorritore. Tale dovuto, irrinunciabile, riconoscimento di ruolo continuera' a garantire, senza interferire in alcun modo con il dispositivo normativo sancito dalla riforma del terzo settore, che il servizio possa essere declinato, con pari livello di qualita', sia nell'ottica del volontariato, elemento dimensionale portante insostituibile nelle dinamiche operative dei Sistemi  di Emergenza Territoriale 118, che di specifica, qualificata, nuova professione       dedicata.   Mario Balzanelli Presidente SIS 118

COMUNICATO DOTT. BALZANELLI SUL NUE 112 13/07/2019 

 Rispondo ai tanti che mi stanno chiedendo, in questi giorni, quale sia la mia visione complessiva riguardo la "questione 112". Tre i punti.

1) l'introduzione da parte dell'Europa di un numero unico per le emergenze (NUE 112) è, di per sé, senza ombra di dubbio, un grande progresso, a beneficio netto di tutti i cittadini dell'Unione. Il NUE 112 "stabilizza" nel suo complesso il "sistema dell'emergenza", favorendo, in particolare, una più immediata e coordinata attivazione e relazione interistituzionale quando l'evento, ad es. un incidente maggiore o maxiemergenza, imponga l'attivazione simultanea, e quindi la convergenza operativa sinergica e tempo dipendente, di più forze istituzionali (es. Forze di Polizia, Vigili del Fuoco e Sistema di Emergenza Territoriale). Ben venga, quindi, la sua attivazione in tutti i territori regionali del Paese e, di conseguenza, l'implementazione sistematica delle Centrali Uniche di Risposta (CUR).
2) Le regioni che hanno attivato il NUE hanno affidato la direzione del "Sistema 112" a manager autorevoli e molto esperti nelle gestione delle emergenze che in decenni di attività hanno dimostrato elevatissimo valore professionale, i quali, risultati alla mano, sono incessantemente al lavoro per sviluppare ed ottimizzare il Sistema in relazione alle specifiche caratteristiche regionali, nello spirito del miglioramento continuo della qualità del servizio che caratterizza, in modo "intrinseco", il complesso universo dimensionale dell'emergenza, in tutti i suoi settori costitutivi. Su queste direzioni e sul loro operato ripongo, da sempre, massima stima, convinzione e fiducia.
3) l'Europa non ha sancito che l'introduzione del NUE 112 debba ritenersi sostitutiva degli altri numeri dell'emergenza, propri di ciascun Paese membro dell'Unione. Ha sancito, invece, l'esatto contrario, tutto l'opposto, ossia che il NUE 112 deve essere introdotto "parallelamente" e non in sostituzione rispetto agli altri numeri di Emergenza attivi nei vari Paesi. Questo significa che, in caso di emergenza sanitaria, gli italiani, indipendentemente dal fatto che esistano il NUE 112 e le rispettive CUR, devono poter chiamare "direttamente" il 118, avendo accesso diretto, per il tramite della Centrale Operativa 118, al Sistema di Emergenza Territoriale, senza essere esposti al rischio oggettivo di ritardi, anche potenzialmente catastrofici, laddove le condizioni del paziente siano critiche, ossia in presenza di pericolo imminente di perdere la vita, correlati inevitabilmente al "doppio passaggio" della chiamata dalla CUR 112 alla Centrale Operativa 118. La legislazione europea sancisce, pertanto, senza "se" e senza "ma", che gli italiani hanno pieno diritto a beneficiare dell'accesso diretto al 118, senza passare dalla CUR, in caso di situazioni di emergenza sanitaria, proprio perche' queste sono caratterizzate da imminente pericolo di morte. Si tratta di un sacrosanto "diritto" del popolo italiano che va rispettato e garantito da parte dello Stato e non certo di un "favore" o di una "grazia" da impetrare, che gli italiani - a breve - stanno per trovarsi costretti a rivendicare, e a pretendere, quando è in gioco la lancetta dei secondi su cui si decide la loro vita. Non a caso in numerosi Paesi dell'Unione coesistono perfettamente, in piena simultanea attivita', e senza alcun problema di "convivenza", il NUE 112 con il numero di accesso diretto al Sistema di Emergenza Territoriale. In questo senso, critico decisamente non il 112 "per sé", quanto il suo attuale modello organizzativo, che ritengo, anche qui dati alla mano, perfettibile e non perfetto. Come precisato recentemente, il 112 non è affatto un "dogma" o una "religione fondamentalista". È invece un servizio essenziale, che appartiene a tutti e in merito a cui tutti devono poter fare, in piena legittimità, proposte e verifiche, perché riguarda, volenti o nolenti, il nostro diritto di tutelare la nostra ed altrui vita.